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Studio Vincenzo Vargiu

Per videoterminalista si intende quel lavoratore che svolga la propria attività, da dipendente o da autonomo, usando abitualmente un’attrezzatura dotata di videoterminale, ivi compresi i portatili, per almeno 20 ore a settimana.

 

                                           

 

Il grande sviluppo della tecnologia dei computer ha fatto sì che, sia nel pubblico che nel privato, sia aumentato in maniera esponenziale l’uso dei video terminale e molti lavoratori siano quindi diventati videoterminalisti.

Questo ha portato a dover adeguare le norme relative alla sicurezza sul lavoro tenendo presente questa nuova categoria di lavoratori per i quali sono stati definiti altri criteri di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. In Italia la normativa sulla sicurezza sul lavoro per questo tipo di lavoratore è stata introdotta nel 1994, recependo una direttiva europea del 1990, insieme alle altre norme stabilite nella legge 626 di quell’anno.

La normativa è stata successivamente ampliata e migliorata con il successivo testo unico sulla sicurezza sul lavoro, noto anche come D. Lgs. 81/08, preceduto da un decreto interministeriale ad hoc per questa categoria di lavoratori del 2 ottobre 2000 dal titolo: Linee guida d’uso dei videoterminali, una sorta di vademecum con consigli utili per svolgere l’attività videoterminalista nella maniera più corretta possibile.

I vari studi effettuati fino a oggi hanno comunque evidenziato come i maggiori rischi per la salute dei videoterminaslisti siano legati alla vista e a problemi muscolo-scheletrici legati alla postura.

 

Attraverso i nostri specialisti assicuriamo:

-            Valutazione del rischio da videoterminale, ove presente (D.lgs 81, Titolo VII)

-            Accurata analisi delle attività lavorative con attrezzature munite di videoterminali

-            Eventuali azioni correttive